Nessuna legge obbliga il datore a rimborsare luce o internet a chi lavora in smart working: lo decidono contratto collettivo, accordo individuale o regolamento aziendale. Se l'azienda rimborsa, conta l'art. 51 del TUIR: il rimborso è esente solo se calcolato con criteri oggettivi e documentati. In alternativa, nel 2026 acqua, luce e gas si possono pagare come fringe benefit fino a 1.000 euro (2.000 con figli a carico), e i buoni pasto restano esenti fino a 4 euro cartacei o 10 euro elettronici al giorno.
- Nessun obbligo generale di rimborso: decidono contratti, accordi e regolamenti.
- Rimborso esente solo con criteri oggettivi e documentati (Agenzia delle Entrate, risposte 314 e 371 del 2021).
- Un forfait «a occhio» o il rimborso dell'intero abbonamento internet è reddito tassato.
- Fringe benefit 2025-2027: fino a 1.000 euro esenti, 2.000 con figli a carico, utenze comprese.
- Buoni pasto esenti anche in smart working: 4 euro cartacei, 10 euro elettronici dal 2026.

C'è un obbligo di rimborso? No, ma ci sono regole
La legge sul lavoro agile (L. 81/2017) non obbliga il datore a pagare luce, gas o internet a chi lavora da casa. Se e come rimborsare lo decidono il contratto collettivo applicato, l'accordo individuale di smart working o un regolamento aziendale. Per questo la prima cosa da fare è leggere il proprio contratto collettivo.
Una regola invece c'è, e riguarda gli strumenti: secondo l'art. 18, comma 2, della L. 81/2017, «il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore». PC e telefono forniti dall'azienda sono quindi un tema dell'azienda; le bollette di casa no, salvo accordi diversi. Cosa scrivere nell'accordo lo spieghiamo nella guida sull'accordo di smart working.
La regola fiscale: tutto è reddito, salvo eccezioni
Quando l'azienda decide di rimborsare, entra in gioco l'art. 51 del TUIR. Il primo comma dice che costituiscono reddito di lavoro dipendente «tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta [...] in relazione al rapporto di lavoro». È il principio di onnicomprensività: di regola anche un rimborso spese è reddito, quindi tassato.
L'Agenzia delle Entrate ammette un'eccezione: non sono reddito i rimborsi di spese sostenute nell'esclusivo interesse del datore di lavoro, purché individuate con elementi oggettivi e documentalmente accertabili. Un rimborso forfettario, invece, resta fuori dal reddito solo quando è la legge a prevedere il criterio. Questo principio, richiamato nelle risposte a interpello del 2021 sullo smart working, decide quasi tutto il resto.
Utenze di casa: il caso dei 50 centesimi al giorno
Con la risposta n. 314 del 2021 l'Agenzia ha esaminato il caso di un'azienda che voleva riconoscere 0,50 euro per ogni giorno di lavoro in smart working. L'importo era stato calcolato voce per voce:
- energia elettrica per computer e lampada;
- acqua e materiale di consumo per i servizi igienici;
- un'ora al giorno di riscaldamento nei mesi invernali.
Erano esclusi pasti, climatizzazione estiva, internet e i costi fissi come gli allacci. Il costo stimato per il dipendente era di 0,5135 euro al giorno, il risparmio per l'azienda di 0,5105 euro. L'Agenzia ha concluso che quelle somme non sono imponibili, perché il criterio si basava su parametri oggettivi riferiti ai costi che l'azienda risparmiava e il dipendente sosteneva.
La lezione è pratica: non conta tanto l'importo quanto il metodo. Un rimborso a giornata funziona se si sa quanti giorni ciascuno ha lavorato da remoto e se il calcolo è scritto e conservato. È il dato che un sistema di presenze registra già.
Internet: perché il rimborso dell'abbonamento intero è tassato
Con la risposta n. 371 del 2021 l'Agenzia ha esaminato una società che voleva rimborsare a ogni dipendente in smart working il costo della connessione, chiavetta o abbonamento di casa. La risposta è stata negativa: quel rimborso concorre al reddito. I motivi indicati:
- si rimborsava tutto il costo, non solo la parte riferibile all'interesse del datore;
- il contratto con l'operatore era scelto e firmato dal dipendente, e l'azienda ne restava estranea;
- l'importo non era definito e consentiva al dipendente l'uso pieno della connessione anche per sé.
Diverso è il caso, ricordato nella stessa risposta, dei rimborsi documentati dei collegamenti telefonici necessari al telelavoratore per raggiungere i sistemi informatici dell'azienda, considerati non imponibili dalla risoluzione n. 357/E del 2007. Se l'azienda vuole farsi carico della connessione, la strada più pulita è legare il rimborso a elementi oggettivi e documentati oppure fornire direttamente lo strumento con un contratto aziendale, valutandone il trattamento con chi gestisce le paghe.
Fringe benefit 2026: bollette fino a 1.000 o 2.000 euro
C'è poi una strada che non richiede di dimostrare nulla sul lavoro da casa: i fringe benefit. La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 390 e 391) prevede che per gli anni 2025, 2026 e 2027 non concorrano al reddito, entro un limite complessivo:
- il valore dei beni e servizi dati ai dipendenti;
- le somme pagate o rimborsate per le utenze domestiche di acqua (servizio idrico integrato), energia elettrica e gas naturale;
- le somme per l'affitto dell'abitazione principale o per gli interessi del mutuo sull'abitazione principale.
| Dipendente | Limite annuo esente | Cosa serve |
|---|---|---|
| Senza figli a carico | 1.000 euro | Informativa alle rappresentanze sindacali unitarie, se presenti |
| Con figli fiscalmente a carico | 2.000 euro | Dichiarazione del dipendente con il codice fiscale dei figli |
Due dettagli che fanno la differenza. La connessione internet non compare nell'elenco delle utenze domestiche indicate dalla norma. E la soglia va rispettata: per la regola generale dell'art. 51, comma 3, del TUIR, se il valore complessivo la supera diventa imponibile tutto, non solo la parte in eccesso. I chiarimenti applicativi sono nella circolare n. 4/E del 2025 dell'Agenzia delle Entrate.
Buoni pasto in smart working
Con la risposta n. 123 del 2021 l'Agenzia ha chiarito che i buoni pasto dati a chi lavora in modalità agile non concorrono al reddito nei limiti dell'art. 51, comma 2, lettera c), del TUIR, indipendentemente dall'orario e dalle modalità di svolgimento del lavoro. I limiti giornalieri oggi sono:
| Tipo di buono | Esente fino a | Dal |
|---|---|---|
| Cartaceo | 4 euro al giorno | Invariato |
| Elettronico | 10 euro al giorno (prima 8) | 1° gennaio 2026, L. 199/2025, art. 1, comma 14 |
Se l'azienda li dà, la parte oltre la soglia è tassata. Se i buoni pasto spettino anche nei giorni di lavoro da casa, invece, non lo dice la norma fiscale: dipende dal contratto collettivo e dalle regole aziendali.
Le strade a confronto
| Strada | Come funziona | Trattamento fiscale | Cosa preparare |
|---|---|---|---|
| Nessun rimborso | Il dipendente sostiene i costi di casa | Nessuno | Scriverlo chiaramente nell'accordo |
| Rimborso con criterio oggettivo | Importo calcolato su consumi e giorni da remoto documentati | Non imponibile se il criterio è oggettivo e documentato (risposta 314/2021) | Metodo di calcolo scritto, registro dei giorni da remoto |
| Forfait o abbonamento intero | Cifra fissa, oppure rimborso dell'intera bolletta o connessione | Reddito di lavoro dipendente (risposta 371/2021) | Calcolare il costo lordo per l'azienda |
| Fringe benefit utenze | Pagamento o rimborso di acqua, luce e gas | Esente fino a 1.000 o 2.000 euro l'anno, dal 2025 al 2027 | Informativa RSU, dichiarazione per i figli, bollette conservate |
| Buoni pasto | Buono per le giornate lavorate | Esente fino a 4 euro (cartacei) o 10 euro (elettronici) al giorno | Verifica di contratto e regolamento |
Per capire quanto vale in concreto il lavoro da casa per il dipendente e per l'azienda, prova il calcolatore del risparmio.
Cosa scrivere nell'accordo o nel regolamento
- Se c'è un rimborso, e per quali spese. Anche «nessun rimborso» va scritto, per evitare equivoci.
- Il metodo di calcolo. Voci considerate, parametri e fonte dei valori, come nel caso dei 50 centesimi.
- I documenti richiesti. Registro dei giorni da remoto ed eventuali bollette.
- Gli strumenti forniti. PC, telefono, connessione: chi li dà, chi li mantiene e chi ne risponde.
- Buoni pasto. Se spettano anche nei giorni da casa, secondo contratto e regolamento.
- Una data di revisione. Le soglie dei fringe benefit valgono fino al 2027 e i limiti cambiano con le leggi di bilancio: rivedi le regole ogni anno.
Domande frequenti
Il datore deve rimborsare internet a chi lavora da casa?
Non esiste un obbligo generale: dipende da contratto collettivo, accordo individuale o regolamento aziendale. Se l'azienda rimborsa l'intero canone senza criteri oggettivi, per l'Agenzia delle Entrate la somma è reddito tassato (risposta n. 371/2021).
In smart working spettano i buoni pasto?
Dipende dal contratto e dalle regole aziendali. Se l'azienda li riconosce, restano esenti nei limiti di legge anche per chi lavora da casa: 4 euro al giorno se cartacei e, dal 2026, 10 euro se elettronici.
Le bollette di casa si possono rimborsare senza tasse?
Sì, come fringe benefit: per il 2025, 2026 e 2027 le somme per acqua, luce e gas sono esenti fino a 1.000 euro l'anno, o 2.000 per chi ha figli a carico, insieme agli altri benefit. In alternativa con un rimborso calcolato su criteri oggettivi e documentati.
Un rimborso forfettario di pochi euro al mese è tassato?
Di regola sì: senza una norma che lo preveda, un forfait non basato su parametri oggettivi concorre al reddito. L'Agenzia ha invece accettato un rimborso di 0,50 euro al giorno calcolato su consumi stimati e documentati (risposta n. 314/2021).
Cosa succede se si supera la soglia dei fringe benefit?
Per la regola dell'art. 51, comma 3, del TUIR, se il valore complessivo supera il limite diventa imponibile per intero, non solo la parte eccedente. Conviene tenere il conto di tutti i benefit dati nell'anno.
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Prenota il check-up gratuitoFonti: TUIR, D.P.R. 917/1986, art. 51 (Normattiva) · L. 22 maggio 2017 n. 81, art. 18 (Normattiva) · L. 30 dicembre 2024 n. 207, legge di bilancio 2025 (Normattiva) · L. 30 dicembre 2025 n. 199, legge di bilancio 2026 (Normattiva) · Agenzia delle Entrate, circolare n. 4/E del 16 maggio 2025 · Agenzia delle Entrate, risposta n. 123 del 22 febbraio 2021 · Agenzia delle Entrate, risposta n. 314 del 30 aprile 2021 · Agenzia delle Entrate, risposta n. 371 del 24 maggio 2021