Nello smart working l'accordo individuale deve indicare i tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per la disconnessione dagli strumenti di lavoro (L. 81/2017, art. 19), e chi si disconnette non può subire ripercussioni (D.L. 30/2021). La legge non fissa un orario uguale per tutti: la fascia di disconnessione la decidono azienda e lavoratore, e va poi rispettata nei comportamenti di ogni giorno.
- L'accordo individuale deve prevedere riposi e misure per la disconnessione.
- Esercitare la disconnessione non può avere ripercussioni sul lavoro o sulla retribuzione.
- Non esiste un orario fisso per legge: lo stabilisce l'accordo.
- Urgenze e reperibilità vanno scritte: chi, quando, con quale canale.
- Email programmate, stati di presenza e orari del centralino aiutano più dei regolamenti.

Cosa dice la legge
Le norme da conoscere sono tre, e si completano.
| Fonte | Cosa prevede |
|---|---|
| L. 81/2017, art. 19, comma 1 | L'accordo individuale «individua altresì i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro». |
| D.L. 30/2021, art. 2, comma 1-ter (convertito dalla L. 61/2021) | Riconosce a chi lavora in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi e fatti salvi i periodi di reperibilità concordati; l'esercizio di questo diritto non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi. |
| Protocollo nazionale sul lavoro agile del 7 dicembre 2021 | Indica che la giornata in lavoro agile si caratterizza per l'assenza di un preciso orario di lavoro; la prestazione può essere articolata in fasce orarie, individuando in ogni caso la fascia di disconnessione, nella quale il lavoratore non lavora. |
In pratica: la legge non fissa un orario di disconnessione uguale per tutti. Chiede che sia l'accordo individuale a stabilirlo, e che chi si disconnette non subisca conseguenze. Il protocollo, firmato al Ministero del Lavoro con le parti sociali, è un riferimento per la contrattazione collettiva: se il tuo contratto collettivo ha regole sul lavoro agile, vanno lette insieme.
Esempi di clausole
Tre esempi da adattare. Non sono un modello unico: vanno scritti sull'organizzazione reale dell'azienda e coordinati con il contratto collettivo applicato.
Fascia di disconnessione fissa
Fasce di contattabilità
Urgenze e reperibilità
Regole pratiche che funzionano
La clausola nell'accordo è necessaria, ma non basta: la disconnessione si gioca nei comportamenti di ogni giorno. Queste regole aiutano più di molte pagine di regolamento.
- Email programmate. Chi lavora la sera può scrivere, ma programma l'invio per il mattino dopo. In Outlook si fa in pochi passi: la guida è su Assistenza24.
- Nessuna risposta attesa fuori orario. Se un messaggio parte comunque, si dà per scontato che la risposta arrivi nell'orario successivo. Meglio scriverlo in una riga nella firma o nelle regole interne.
- Stati di presenza. Nella chat aziendale lo stato «non disponibile» fuori fascia è la regola, non l'eccezione.
- Telefono aziendale con orari. Il centralino fa squillare gli interni da casa solo nell'orario di servizio; fuori orario partono il messaggio e la segreteria. Come si organizza è spiegato nella guida su come lavorare da casa con il numero dell'ufficio.
- Chat di gruppo con regole. Un gruppo per le urgenze, uno per tutto il resto. Le notifiche del secondo si silenziano fuori orario.
- Il titolare dà l'esempio. Se il titolare scrive alle 23 e si aspetta risposta, nessuna clausola reggerà.
Errori da evitare
- «Sempre raggiungibile». Scritto nell'accordo o preteso nei fatti, contraddice la legge.
- Copiare la clausola da un altro accordo senza adattarla agli orari reali del reparto.
- Chat aziendali senza regole, dove ogni messaggio è urgente.
- Usare il cellulare personale come telefono di lavoro: è il modo più veloce per non disconnettersi mai.
- Penalizzare chi si disconnette, anche in modo indiretto: la legge esclude ripercussioni sul rapporto di lavoro e sulla retribuzione.
Quali strumenti aiutano, e quali no
Nei pacchetti di smart-working.me gli strumenti che aiutano davvero la disconnessione sono il centralino, con gli orari di squillo e la segreteria fuori orario, e le regole d'uso degli strumenti contenute nel kit documentale del pacchetto Tutto in regola, da adattare all'azienda.
La rilevazione presenze no: registra solo i turni e le pause che il dipendente segna, non impone fasce né blocca l'accesso. Le fasce di disconnessione si fissano nell'accordo individuale. Se non hai un consulente del lavoro, possiamo seguirti noi.
Domande frequenti
La disconnessione è obbligatoria per legge?
Sì, nel senso che l'accordo individuale di lavoro agile deve individuare i tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione (L. 81/2017, art. 19). Il D.L. 30/2021 riconosce inoltre il diritto alla disconnessione, senza ripercussioni sul rapporto di lavoro o sulla retribuzione.
La legge stabilisce un orario di disconnessione?
No. Non c'è un orario uguale per tutti: lo stabilisce l'accordo individuale, tenendo conto del contratto collettivo applicato. Il protocollo nazionale del 2021 indica di individuare comunque una fascia di disconnessione.
Posso mandare email fuori orario?
Meglio programmarle per l'orario di lavoro successivo, o chiarire che non richiedono risposta fino ad allora. Il problema non è scrivere, ma aspettarsi una risposta.
Come si gestiscono le urgenze?
Con eccezioni scritte nell'accordo: periodi di reperibilità concordati, con giorni, orari e un solo canale di contatto, di solito il telefono aziendale.
Il lavoratore che non risponde fuori orario può essere sanzionato?
No, se è nella fascia di disconnessione: la legge prevede che l'esercizio del diritto alla disconnessione non abbia ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi.
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Prenota il check-up gratuitoFonti: L. 22 maggio 2017 n. 81, art. 19 (Normattiva) · D.L. 13 marzo 2021 n. 30, art. 2 (Normattiva) · Protocollo nazionale sul lavoro agile, 7 dicembre 2021 (Ministero del Lavoro) · Ministero del Lavoro, smart working